Cinzia

Una mamma racconta…

Mi chiamo Cinzia Spriano e sono la mamma di due gemellini di 5 anni e mezzo, nati alla 32° settimana, (dopo la somministrazione di speciali farmaci per bloccare le contrazioni) nella notte tra Natale e S. Stefano del 2006). Complessivamente sono stata ricoverata 26 giorni nel reparto di ginecologia dell’Ospedale di AL e 7 precedenti presso l’Ospedale di Casale Monferrato.

Penso che tra le fortune che ho potuto avere sono state:
– incontrare medici competenti
– saper in anticipo che quasi certamente sarei andata incontro ad un parto precoce e che i miei bimbi sarebbero nati prematuri…
Ciò mi ha permesso di documentarmi e grazie al mio carattere vivere seranamente questa esperienza.

Varcare la porta della Terapia intensica neonatale è entrare in un mondo nuovo, fatto da dottori e infermieri, camici verdi, regole, emozioni, pianti, monitor, rigurgiti e pazienza. “Solo chi ci è passato può capire, cosa significa quando esci dopo solo un’ora e lasci il tuo fagottino così indifeso nelle mani di sconosciuti”.
La gente fuori parla, commenta giudica, offre consigli non richiesti.
E tu mamma devi essere quella forte, che infonde coraggio a tutti, che spera che le cose vadano bene.

Io ho visto i miei bambini per la prima volta dopo tre giorni che sono nati e questa è stata la prova più difficile della mia vita, ma ho visto anche in quei giorni mamme che piangevano i loro bimbi e padri che avevano perso moglie e figlio.

Si entra dentro un turbine… Ho conosciuta Giulia nello spogliatoio: mi allacciato il camice perché io con il taglio cesareo “fresco” e dopo un mese passato a letto, ero ingobbita e dolorante. I nostri figli erano compagni di viaggio e lottavano per tornare a casa.

Dopo alcuni giorni ho imparato a decodificare i monitor, a capirne di sondini, terapie, nutrizione parentale, gavage, età corretta, ittero, infezioni, elettroliti, retinopatiae tachipnea…
Insomma di dottorese… Si potrebbe però pensare di preparare un vademecum con i termini più utilizzati…  e magari tradurli.

In quel periodo c’era affollamento e Paolo e Maria, che alla nascita pesavano 2 Kg  sono stati inseriti  nella stessa culla termica. Erano abbastanza in salute e nel giro di 15 giorni Maria è tornata a casa e Paolo ha proseguito il suo percorso da solo. Quanto ho pianto: mi sembrava di averlo abbandonato: lui che mangiava 5 CC di latte in 45 minuti…

Una grossa difficoltà è stata tirare il latte a casa, capire bene il funzionamento del tiralatte elettrico, che si guastava a mezzanotte del 31 dicembre e nessuno faceva assistenza…

E non dimentichiamo i papà che oltre a dover gestire l’ansia di avere un figlio prematuro sono preoccupati per la salute della compagna. Inoltre in quei giorni ho incontrato tanti papà stranieri che non capivano bene l’italiano e avevano difficoltà ad entrare in contatto con il nuovo arrivato.

Da genitori occorre:

imparare a gestire le emozioni
accettare l’aiuto di tutti
fare domande (quando non si capisce, quando si hanno dei dubbi) e aggiornarsi
rispettare i follow up (importanti per la prevenzione e per avere riscontri in merito alla crescita).

Nella mia esperienza…

Es. occhiali hanno permesso il recupero della vista
Es. fare esercizi a casa facilita il recupero di abilità motorie

Fiducia nei medici e nei neonati
Trasmettere amore, attraverso le parole e il canto
Non sentirsi né supereroi, né impotenti.
Tenere un diario, una scheda di crescita, foto…
Parlare serenamente a parenti e amici

Grazie per l’attenzione.

 

Cinzia Spriano

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